Infissi in rovere, fine anni 70, Botrugno, LE

Stato di fatto prima dell’intervento

Serramenti in legno di rovere di non buona fattura. In passato i serramenti sono stati oggetto di un importante intervento di falegnameria per cercare di mitigare errori di progettazione. Le fasce in ottone sono state aggiunte in questo intervento.
Lo stato di conservazione dei serramenti era discreto: numerose ridipinture impedivano la corretta funzionalità degli infissi, tuttavia il legno era in buone condizioni di conservazione.

L’intervento

L’obbiettivo dell’intervento era in primo luogo ripristinare la funzionalità dei serramenti, in secondo luogo eliminare le vernici stratificate per utilizzare una vernice protettiva di migliore impatto estetico e soprattutto di più semplice manutenzione. La rimozione delle vernici presenti è stata la prima operazione, necessaria per avere un quadro chiaro delle condizioni dei serramenti. E’ stato utilizzato lo sverniciatore liquido per eliminare la vernice tra listello e listello. difficilmente raggiungibile con altri utensili meccanici.
Per le superfici piane si è proceduto con una rimozione meccanica utilizzando uno scalpello trasversalmente al piano per far sollevare dal supporto la vernice.
Eliminate grossolanamente le vernici in questo modo si è passato alla carteggiatura con levigatrice elettromeccanica per ottenere una superficie levigata e pronta per assorbire la nuova vernice. Sono stati necessari alcuni interventi di falegnameria e stuccature diffuse. Successivamente si è proceduto con la verniciatura data a pennello in tre stesure. E’ stata scelta una vernice sintetica impregnante ad effetto cera della Amonn, il prodotto si chiama Lignex Renova plus.

Portone in legno di castagno, 1932, Sant’Arsenio, SA.

Stato di conservazione prima dell’intervento

Lo stato di conservazione era discreto, nella parte bassa del portone era in atto un attacco termitico, mentre l’anta destra presentava uno dei montanti spezzato in un punto. La chiusura e apertura delle ante e delle scuri non era completamente praticabile a causa di riverniciatura stratificate, ossidazione e in alcuni casi malfunzionamento della ferramenta.

L’intervento di restauro

Le condizioni precarie dello stato di conservazione del portone: un montante dell’anta destra spezzato in un punto, ha fatto incentrare l’intervento in prima istanza sulla tenuta strutturale dell’opera che era fortemente compromessa. Sostituita l’anta con un tavolato ligneo provvisorio, si è proceduto ad una rimozione delle precedenti vernici per approfondire la conoscenza dello stato di conservazione del legno e poter procedere con l’intervento di falegnameria. L’anta era interessata nella zona inferiore da un attacco termitico con alcune lacune una diffusa decoesione interna dovuta alle gallerie create dalle termiti. Per intervenire sul montante spezzato è stata creata una giuntura in legno di castagno con due incastri maschio-femmina nella zona superiore e inferiore, mentre per il degrado dovuto alle termiti sono stati necessari diversi tasselli in legno. E’ stato rimosso un tavolato non originale in legno di abete nella faccia interna dell’anta riportando a vista il pannello nella zona non intagliata. L’intervento sull’anta sinistra, sul sopraluce, sugli scuri e sugli stipiti del portone ha ricalcato le modalità dell’intervento precedente. La ferramenta è stata smontata, sverniciata e stabilizzata per evitarne l’ossidazione, mentre le stuccature necessarie sono state realizzate con stucco a gommalacca. Per la verniciatura finale di protezione è stato utilizzato un prodotto ad alta resistenza climatica date le condizioni ambientali sfavorevoli in cui è collocato il portone. Infine per evitare che l’assorbimento eccessivo di acqua nella parte bassa del portone favorisse l’insorgenza di attacchi biologici sono state applicate due lastre sagomate in rame che hanno migliorato anche l’impatto estetico del portone.